lunedì 31 agosto 2015
domenica 30 agosto 2015
sabato 29 agosto 2015
venerdì 28 agosto 2015
giovedì 27 agosto 2015
correva l'anno
Ti sentivo respirare quando il gatto, questa notte, aveva fame.
Tu dormivi sopra un fianco, dopo esserti lasciata andare.
Prima di questa mattina mi son chiesto cosa fare.
Tanto è inutile il pensare.
(roberta migliaccio)
mercoledì 26 agosto 2015
lunedì 24 agosto 2015
La Croce del Sud
Mi trovavo a Santa Cruz nel momento di massima tensione verso il basso. Questa vita malsana ci costringe a non sopportare più la sua pesante piaga, le sue incertezze su che cosa sia davvero quel bisogno, o la forza che ci spinge sempre a criticare l'operato e l'atteggiamento degli altri e mai il nostro. Mai lo sguardo fisso dentro quel che troveremmo, se dovessimo iniziare ad intrattenere lo stesso atteggiamento.Con questo pensiero per la testa, mi son detto basta.
(roberta migliaccio)
domenica 23 agosto 2015
correva l'anno
Le luci della sera illuminavano la parte di riviera che da qui si poteva intravedere.
Fui già cacciato una volta da questo angolo di mondo apparentemente in pace.
Cacciato da una grande delusione; come a sottolineare che quella spiaggia non era per me.
Si diceva - qui nessuno è straniero -; e ben vedere molti venivano trattati da forestieri. Senza patria. Senza ragioni. Senza diritti.
Mentre il profumo del caffè arrivava intenso dalla cucina, mi alzai presto; pronto ad un altro viaggio, ad un'altra sconvolgente rivelazione.
Ai miei occhi verde mare erano solite presentarsi, e spesso senza ragione alcuna, situazioni e luoghi fuori dal comune sentire. Lontane dalla realtà di ogni altro essere umano.
Non distinguevo il vero dal falso da troppo tempo per poter capire che, forse, una ragione c'era quando mi si diceva che avrei fatto bene a tornare sui miei passi. Un fondamento di verità si avvertiva nelle parole che affollavano la mia mente, quando perdevo il controllo e la fantasia aveva la meglio.
Allora ero straniero. Lontano da me stesso. Diverso da tutti.
Unica compagna la mia solitudine mal digerita.
roberta migliaccio
sabato 22 agosto 2015
correva l'anno
Una notte come tante.
Una notte da dimenticare.
Dall'abbaino che da sul porto si scorge, lontano, una luce fioca.
L'alba di un mattino.
Densa di umido l'aria è rarefatta; e dal sapore pesante come un masso che, da uno strapiombo, cerca di non cascare.
Cerchi invano di spiegare una usanza antica, che vuole celare dietro un gesto vecchio e stantio un sentimento di rancore, per non avere avuto prima il coraggio di lasciare che la vita scorresse uguale.
roberta migliaccio
mercoledì 19 agosto 2015
lunedì 17 agosto 2015
domenica 16 agosto 2015
straniero in terra straniera
Quella sera non aveva voglia di rincasare presto. Percorrendo, con i piedi che sentiva troppo per il dolore sopra il callo; la strada che lo avrebbe portato verso casa; scorse le luci accese della sezione di partito. Si ricordò che era martedì, e il Direttivo si era riunito per il bilancio e gli approfondimenti culturali.
Parlava ancora il Segretario, quando Ivan Taller buttò lo sguardo attraverso la porta a vetri ed entrava nel salone. Dall'affluenza sino a sera presto capì subito che si trattava del solito sermone. Sogghignava tra sé e sé al pensiero dei poveri tapini; lì ad ascoltare quanto ancora dall'ottobre '17 non sapevan ricordare
L'oratore, con fare ripetitivo e non meno fastidioso, appariva vero e bravo professore diligente; dedicatosi al dar ripetizioni estive ai maturandi; che, per gioco o per passione, avevano deciso di studiare di questo partito la sua storia eroica e ridondante.
roberta migliaccio
Anno Domini 3713 d. C. ... a. Cristo. non c'è. Avanti un'altro ...
fu così che il famoso filosofo partenopeo, commentava:
non si finisce mai di imparare.
correva l'anno
passavo ore ed ore davanti la televisione.
guardavo un po' stupito il naso grande del mio amico.
giravo al largo dal nemico dal suo naso di granito;
lo sguardo arrugginito, mi cadeva lungo il solco della ruga,
un poco gialla ma decisamente scura.
roberta migliaccio
correva l'anno
Ora. Durante l'ora di cena. Fermi a guardare il volto di Andrea.
No. Forse non si perderà.
Sua madre, un tempo allergica al latte della sua di madre, è l'unica della famiglia che riesce, ora, a digerirlo.
Dall'aspetto molto giovane sembra vivere questa occasione con certa superficialità, dettata da lunga consuetudine di questa gente che ai miei occhi appare un fanciullo costretto a concentrarsi sempre più sui corollari anzicché i contenuti.
No. non Andrea.
Sua madre potrebbe essere mia figlia, a cui ho insegnato male il senso di questa nostra esistenza, il senso di questo nostro passaggio che solo di questo sembra trattarsi. Allora, forse, la giustificazione di tutti i comportamenti effimeri e poco profondi. Esistenze poco ricche di folklore e tradizioni da vivere come eredità di saggezza antica. Di forte appartenenza al mondo.
Razza?
Umana.
martedì 11 agosto 2015
Roberta Migliaccio copyright
Correva l'anno 1917 d.C.
Correva così forte che il suo strascico, l'anno dopo, arrivò primo.
roberta migliaccio copyright
Correva l'anno 1976 d.C.
Correva così forte che l'anno dopo arrivò secondo.
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