martedì 22 dicembre 2015
lunedì 21 dicembre 2015
domenica 20 dicembre 2015
venerdì 23 ottobre 2015
martedì 20 ottobre 2015
sabato 17 ottobre 2015
venerdì 16 ottobre 2015
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martedì 6 ottobre 2015
domenica 4 ottobre 2015
sabato 3 ottobre 2015
venerdì 2 ottobre 2015
mercoledì 30 settembre 2015
domenica 27 settembre 2015
sabato 26 settembre 2015
Quanto manca per Babilonia? - Jennifer Johnston - Fazi Editore (2003)
Mi hanno lasciato i miei taccuini, carta, penna e inchiostro, perché sono un ufficiale e un gentiluomo. Così, scrivo e aspetto. Non difendo nessuna causa, né amo nessuna persona in vita. Il fatto di non avere un futuro, se non le poche ore che ho da contare davanti a me, sembra non disturbarmi granché, Dopo tutto, qui o altrove, il futuro resta ugualmente un'incognita. Perciò, per i giorni di attesa non mi resta che distrarmi con il passato. Giocare con una serie di ricordi probabilmente inesatti; la mia interpretazione, per quel che vale, degli eventi. Non c'è spazio per le speculazioni o la speranza, nemmeno per i sogni. Per quanto possa sembrare strano, credo che mi piaccia così.Non ho contattato né mia madre né mio padre. Avranno gli altri il tempo di farlo quando tutto sarà finito. Il fait accompli. Al servizio di Sua Maestà. Perché prolungare il dolore che inevitabilmente proveranno? Lui potrebbe morirne. E forse, come me, sarebbe meglio. Per lei il mio cuore non sanguina.Mi trattano con il rispetto apparentemente dovuto al mio rango, con la riservatezza, ne sono certo, dovuta alla convinzione che potrei essere un folle. Quale sensazione di disagio investe gli uomini di fronte ai demoni della mente! ...
venerdì 25 settembre 2015
giovedì 24 settembre 2015
mercoledì 23 settembre 2015
correva l'anno
Il chitarrista di flamenco chiudeva la serata del nostro piano bar.
- Un'altra notte con te -
Sul tavolino dove eravamo seduti l'una di fronte l'altro, gli ultimi sorsi del mio Jack Daniel si accostavano al tuo ultimo sorso di Gin. La mia mano cercava la tua. Le tue gambe coccolavano le mie.
- Un'altra notte con te a fare l'amore -
Sotto le coperte, ora.
I nostri corpi si muovevano in un canto tribale antico. Una melodia familiare avvolgeva la stanza. Profumi d'autunno, che con le sue piogge sui prati lasciava alle spalle l'odore della terra umida.
- Spero sempre che qual' cosa di meno casuale leghi le nostre esistenze. Mi illudo per un'altra volta ancora che queste notti con te ... finiscano per diventare consuete; ordinarie. Sono il solito coglione. Riesco sempre a spiccare il volo e non capire mai come stare attaccato al sogno -
danza con me
(roberta migliaccio copyright)
martedì 22 settembre 2015
lunedì 21 settembre 2015
sabato 19 settembre 2015
giovedì 17 settembre 2015
mercoledì 16 settembre 2015
correva l'anno
sono da poco rientrato a casa. l'avevi detto che mi aspettava una sorpresa. sullo specchio del bagno un tuo post-it.
- è stato bello fino a che è durato. ora ho altro a cui pensare ché alle tue partite a scopone con gli amici. spero di meglio per il futuro -
bella doccia fredda mi hai riservato, dopo aver detto, questa notte, accoccolata tra le mie braccia: - ti amo tanto. non conoscevo questo tuo lato dolce ed affettuoso. ti ho sempre conosciuto ai tavoli da gioco con gli amici, ma questa notte è stata magica e fatale -.
roberta migliaccio
martedì 15 settembre 2015
domenica 13 settembre 2015
giovedì 10 settembre 2015
mercoledì 9 settembre 2015
martedì 8 settembre 2015
lunedì 7 settembre 2015
domenica 6 settembre 2015
sabato 5 settembre 2015
giovedì 3 settembre 2015
mercoledì 2 settembre 2015
martedì 1 settembre 2015
lunedì 31 agosto 2015
domenica 30 agosto 2015
sabato 29 agosto 2015
venerdì 28 agosto 2015
giovedì 27 agosto 2015
correva l'anno
Ti sentivo respirare quando il gatto, questa notte, aveva fame.
Tu dormivi sopra un fianco, dopo esserti lasciata andare.
Prima di questa mattina mi son chiesto cosa fare.
Tanto è inutile il pensare.
(roberta migliaccio)
mercoledì 26 agosto 2015
lunedì 24 agosto 2015
La Croce del Sud
Mi trovavo a Santa Cruz nel momento di massima tensione verso il basso. Questa vita malsana ci costringe a non sopportare più la sua pesante piaga, le sue incertezze su che cosa sia davvero quel bisogno, o la forza che ci spinge sempre a criticare l'operato e l'atteggiamento degli altri e mai il nostro. Mai lo sguardo fisso dentro quel che troveremmo, se dovessimo iniziare ad intrattenere lo stesso atteggiamento.Con questo pensiero per la testa, mi son detto basta.
(roberta migliaccio)
domenica 23 agosto 2015
correva l'anno
Le luci della sera illuminavano la parte di riviera che da qui si poteva intravedere.
Fui già cacciato una volta da questo angolo di mondo apparentemente in pace.
Cacciato da una grande delusione; come a sottolineare che quella spiaggia non era per me.
Si diceva - qui nessuno è straniero -; e ben vedere molti venivano trattati da forestieri. Senza patria. Senza ragioni. Senza diritti.
Mentre il profumo del caffè arrivava intenso dalla cucina, mi alzai presto; pronto ad un altro viaggio, ad un'altra sconvolgente rivelazione.
Ai miei occhi verde mare erano solite presentarsi, e spesso senza ragione alcuna, situazioni e luoghi fuori dal comune sentire. Lontane dalla realtà di ogni altro essere umano.
Non distinguevo il vero dal falso da troppo tempo per poter capire che, forse, una ragione c'era quando mi si diceva che avrei fatto bene a tornare sui miei passi. Un fondamento di verità si avvertiva nelle parole che affollavano la mia mente, quando perdevo il controllo e la fantasia aveva la meglio.
Allora ero straniero. Lontano da me stesso. Diverso da tutti.
Unica compagna la mia solitudine mal digerita.
roberta migliaccio
sabato 22 agosto 2015
correva l'anno
Una notte come tante.
Una notte da dimenticare.
Dall'abbaino che da sul porto si scorge, lontano, una luce fioca.
L'alba di un mattino.
Densa di umido l'aria è rarefatta; e dal sapore pesante come un masso che, da uno strapiombo, cerca di non cascare.
Cerchi invano di spiegare una usanza antica, che vuole celare dietro un gesto vecchio e stantio un sentimento di rancore, per non avere avuto prima il coraggio di lasciare che la vita scorresse uguale.
roberta migliaccio
mercoledì 19 agosto 2015
lunedì 17 agosto 2015
domenica 16 agosto 2015
straniero in terra straniera
Quella sera non aveva voglia di rincasare presto. Percorrendo, con i piedi che sentiva troppo per il dolore sopra il callo; la strada che lo avrebbe portato verso casa; scorse le luci accese della sezione di partito. Si ricordò che era martedì, e il Direttivo si era riunito per il bilancio e gli approfondimenti culturali.
Parlava ancora il Segretario, quando Ivan Taller buttò lo sguardo attraverso la porta a vetri ed entrava nel salone. Dall'affluenza sino a sera presto capì subito che si trattava del solito sermone. Sogghignava tra sé e sé al pensiero dei poveri tapini; lì ad ascoltare quanto ancora dall'ottobre '17 non sapevan ricordare
L'oratore, con fare ripetitivo e non meno fastidioso, appariva vero e bravo professore diligente; dedicatosi al dar ripetizioni estive ai maturandi; che, per gioco o per passione, avevano deciso di studiare di questo partito la sua storia eroica e ridondante.
roberta migliaccio
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